Pavia, 8 ottobre 2008
“Il lutto c’è stato e qualcosa ha cambiato luce per sempre”.
Massimo Bubola
Ho pensato a lungo prima di dare forma a questo libro.
Un libro che mi è costato molto in termini di dolore.
Doloroso maneggiare e riportare alla luce giorno dopo giorno, scritto dopo scritto, foto dopo foto, la vita di Alberto, di questo mio così tanto amato fratello.
Un libro scritto nell’assenza, nella mancanza, con la sensazione di essere ancora una volta, dopo la morte di Bruno, mio grande amore e compagno di vita, una sopravvissuta.
Un libro che non dà consolazione, che non serve a “elaborare il lutto” (ma cosa mai vorrà dire?!) perché Alberto se ne è andato così, all’improvviso, senza preavviso, spezzando la prospettiva di anni ed anni da passare insieme.
E perchè se ne è andato lui, il più “piccolo” della nostra famiglia, portando dietro a sè una lunga scia di dolore senza rimedio.
Un libro che però andava scritto semplicemente perchè è
una storia collettiva che va conservata e raccontata.
La storia di Alberto e delle tante e tante persone che con Alberto hanno
condiviso pezzi di mondo e pezzi di vita.
La Storia – come ce la raccontano – è fatta di potenti
e di battaglie, di vincitori e di vinti... La vita, quella vera, è
fatta invece di tante storie, di persone “comuni” ma tutte un
po’ speciali, uniche. Persone piene di sogni e di passioni e anche
di dubbi, di errori e di fragilità.
Persone che, solo per il fatto di esserci, rendono il mondo migliore, più
vivo e più colorato. Persone che – come ha scritto Gianni Mura
– “...sanno muoversi con leggerezza. Non finiscono in prima
pagina se non in quella che ognuno di noi porta dentro ed è obbligato
ad aggiornare con dolore”.
Daniela
Pavia, 8 ottobre 2008