Casarsa della Delizia 1959
A Casarsa
Alberto vive i suoi primi 20 anni. Casarsa della Delizia, 7 mila abitanti o giù di lì, una quindicina di chilometri
da Pordenone (ora diventato “ricco Nordest”), la Cantina Sociale più grande d’Italia. Pier Paolo Pasolini
(che da Casarsa e su Casarsa ha scritto cose di straordinaria poesia e che proprio nel cimitero di Casarsa è sepolto)
ne parla come di “un paese di temporali e di primule” (Nico Naldini).
Di Casarsa Alberto ha sempre conservato le radici, quel suo “essere friulano” che portava con orgoglio in giro
per il mondo. Le radici e gli amici, quelli che ti rimangono per la vita, perchè è con loro che sei cresciuto.
Quelli con cui aveva condiviso gli anni sereni dell’infanzia e quelli tosti e ribelli, pieni di lotte e di passioni, di
ideali e di trasgressioni dell’adolescenza e della giovinezza.
Tempi duri: non era facile “diventare grandi “sul finire degli anni Settanta in Italia.