Al casarsese, morto nel terremoto in Pakistan, dedicato un centro per giovani
di Stefano Polzot
Il Messaggero Veneto - 11 dicembre 2008
Lo spirito di Alberto Bonanni, il casarsese rimasto ucciso nell'ottobre del 2005, a 46 anni, durante il terremoto che colpì il Pakistan, vive ancora. Vive nel Centro di aggregazione intitolato a suo nome a Ghanool e realizzato dopo la sua morte, frequentato dai ragazzi e dalle ragazze della High school, grazie al sostegno della Regione e di associazioni friulane. Rivive nel libro che la sorella Daniela ha deciso di dare alle stampe per raccontare la sua vita, raccogliere tutto quello che è stato scritto su suo fratello e, soprattutto, dare testimonianza di quello che è stato fatto e di ciò che sarebbe ancora necessario fare per continuare l'impegno di Alberto, collaboratore dell'Ambasciata italiana in Pakistan e di diverse istituzioni non governative.
Bonanni non è un nome indifferente per Casarsa. Leonardo, nominato alcuni anni fa Cittadino dell'anno, e Maria sono
stati insegnanti alla scuola elementare. Daniela, da parte sua, ha ricevuto recentemente il premio della città di Pavia
per il lavoro svolto nella città d'adozione, anche attraverso Spazio musica il locale gestito col marito Bruno Morani,
scomparso nel 2002, che ha raccolto generazioni di musicisti.
Alberto, classe 1959, aveva scelto a un certo punto la strada del mondo, approdando, nel 1981, nel Pakistan, quindi in Turchia,
Africa, Cile, Cina e poi ancora, nel '97, in Pakistan, sempre al seguito di imprese di costruzioni italiane. Proprio in Pakistan
si è fermato, avviando la collaborazione con l'ambasciata. Un lavoro spesso finalizzato all'istruzione dei giovani, recuperando,
in fondo, la matrice di famiglia.
Il libro "Il mondo di Alberto" (335 pagine) racconta tutto questo, dalle origini fino alla fine, attraverso foto
e i messaggi di centinaia di persone che si sono strette attorno alla famiglia dopo che fu trovato il corpo del casarsese, sepolto
dal crollo del palazzo dove abitava. Tra le testimonianze quella dell'attore Giuseppe Cederna, del giornalista Pino Scaccia,
che si occupò di Alberto Bonanni nei giorni della tragedia, e di tantissimi altri.
"Un libro che andava scritto -- si legge nella prefazione di Daniela Bonanni -- semplicemente perché è una
storia collettiva che va conservata e raccontata. La storia di Alberto e delle tante e tante persone che con lui hanno condiviso
pezzi di mondo e pezzi di vita. La storia -- come ce la raccontano -- è fatta di potenti e di battaglie, di vincitori
e di vinti. La vita, quella vera, è fatta invece di tante storie, di persone comuni ma tutte un pò speciali, uniche.
Persone piene di sogni e di passioni e anche di dubbi, di errori e di fragilità".
Persone come Alberto che in vita e anche dopo ha dimostrato che esiste un altro Pakistan oltre a quello del terrorismo e delle
guerre tribali.
Il ricavato dalla vendita del libro andrà a finanziare il centro di aggregazione Alberto Bonanni (www.intersos.org) e, tra gli altri punti vendita, potrà essere acquistato presso il negozio del Piccolo principe in piazza Italia a Casarsa. Per contribuire si possono visitare anche i seguenti siti internet: www.ilmondodialberto.it, www.alisei.org, www.cesvi.org, www.ilnoce.it